Arrivi a Chiusdino passando strade di campagna, senza grandi segnali che annunciano la meta. È uno di quei paesi che non si presentano con un biglietto da visita, ma ti chiedono di entrare e guardare. Ti trovi in provincia di Siena, nella Val di Merse, in un territorio che resta agricolo, abitato, vissuto ogni giorno.
In una giornata riesci a vedere tutto ciò che conta, a patto di seguire un ordine naturale, partendo dal paese e allargando poi lo sguardo ai luoghi che lo circondano.
Camminare nel centro storico

Il centro storico di Chiusdino è raccolto e si lascia attraversare facilmente. Appena entri capisci che puoi muoverti a piedi senza problemi. Le strade salgono e scendono con discrezione, fiancheggiate da edifici in pietra che raccontano una continuità abitativa lunga secoli.
Camminando, lo sguardo viene spesso attirato verso l’esterno: tra un vicolo e l’altro compaiono scorci aperti sulla campagna senese. Sono aperture improvvise, che spezzano il tessuto compatto del borgo e ti ricordano quanto il paese sia legato al territorio intorno.
Piazza XX Settembre, il punto di riferimento di Chiusdino
Il centro del paese ruota attorno a Piazza XX Settembre. È qui che ti orienti, capisci dove sei e da dove partire. La piazza è uno spazio vissuto, attraversato ogni giorno dagli abitanti, e mantiene una dimensione autentica.
Da questo punto puoi raggiungere facilmente le principali vie del borgo e iniziare a esplorare senza bisogno di mappe o indicazioni particolari.
La Propositura di San Michele Arcangelo
Nel cuore di Chiusdino entri nella Propositura di San Michele Arcangelo, la chiesa principale del paese. L’edificio è semplice all’esterno e coerente con l’impianto del borgo. Dentro trovi opere d’arte sacra e tracce della lunga storia religiosa locale.
Visitandola inizi a capire quanto la spiritualità abbia inciso sull’identità di Chiusdino. È qui che la figura di San Galganodiventa centrale e smette di essere solo un nome legato a un’abbazia.
Chiusdino e la casa natale di San Galgano
Proseguendo a piedi incontri la casa natale di San Galgano. Non è un luogo celebrativo, ma un punto che mette in relazione il santo con il paese in cui è nato. Fermarti qui ti aiuta a collocare la sua storia in un contesto reale.
San Galgano, nato nel XII secolo, visse inizialmente come cavaliere. La sua scelta di abbandonare la vita armata e dedicarsi a un percorso spirituale ha segnato profondamente il territorio. Qui questa vicenda prende forma concreta.
Il Museo Civico e Diocesano d’Arte Sacra
Se vuoi approfondire, puoi entrare nel Museo Civico e Diocesano d’Arte Sacra. Le opere provengono dalle chiese del territorio e raccontano secoli di fede, artigianato e produzione artistica locale.
La visita permette di collegare il borgo alle campagne circostanti e di capire come Chiusdino sia sempre stato un punto di riferimento per l’area della Val di Merse.
Uscire da Chiusdino: l’Abbazia di San Galgano

Dopo il centro storico, sali in auto e raggiungi l’Abbazia di San Galgano. Il passaggio dal paese alla campagna è rapido, ma il cambiamento è netto. Davanti a te si apre un complesso monastico costruito nel XIII secolo dai monaci cistercensi.
La chiesa abbaziale, con le sue navate aperte, permette di percepire chiaramente le proporzioni dell’edificio e l’importanza che ebbe nel Medioevo. Le linee architettoniche sono essenziali, rigorose, e restituiscono un’idea precisa della spiritualità cistercense.
L’Eremo di Montesiepi e la spada nella roccia
A poca distanza dall’abbazia raggiungi l’Eremo di Montesiepi. All’interno della cappella circolare è conservata la spada conficcata nella roccia, gesto simbolico con cui San Galgano rinunciò definitivamente alla vita cavalleresca.
La spada è autentica e risale al XII secolo. Questo elemento distingue la vicenda di San Galgano dalle leggende e la riporta su un piano storico documentato.
Il territorio intorno a Chiusdino
La giornata si chiude osservando il paesaggio della Val di Merse. Colline, boschi e campi coltivati accompagnano tutto l’itinerario e aiutano a capire perché questi luoghi siano rimasti così legati alla loro funzione originaria.
Chiusdino si visita bene in un giorno perché borgo, abbazia ed eremo formano un insieme coerente. È un percorso che ti permette di conoscere il paese, la sua storia e il territorio senza sovrapposizioni inutili, seguendo una logica semplice e leggibile.
